Passa con i soli voti del gruppo consiliare di maggioranza “Libera Castiglioni” la mozione sul superamento della cosiddetta “aslona” a favore di un’Azienda Sanitaria “a misura di provincia”.

Data di pubblicazione:
08 Ottobre 2021
Passa con i soli voti del gruppo consiliare di maggioranza “Libera Castiglioni” la mozione sul superamento della cosiddetta “aslona” a favore di un’Azienda Sanitaria “a misura di provincia”.

 

Passata  con i soli voti di maggioranza la mozione presentata, durante il consiglio comunale, dal gruppo “Libera Castiglioni” in merito al superamento di quella che viene comunemente chiamata “Aslona” e al ritorno ad una gestione sanitaria a livello provinciale, ovvero una “asl a misura di provincia”. In  pratica attraverso la mozione, che ha visto l’astensione dei gruppi di minoranza, si chiede al sindaco e alla giunta d’impegnarsi nei confronti della giunta regionale per l’abrogazione della legge regionale che ha ridotto le aziende sanitarie da 12 a 3 “a favore di una sanità che torni ad essere a misura di cittadino in considerazione delle risorse e dei fondi a disposizione con il nuovo PNRR per garantire un’effettiva ripartenza della nostra sanità regionale”. Già nello scorso mese di luglio l’amministrazione comunale aveva espresso la sua posizione accogliendo con favore le posizioni di tutti gli esponenti politici di vario livello che ritenevano  la scelta di avere una sola Azienda Sanitaria per tre province, Arezzo, Siena e Grosseto,  non adeguata alle esigenze sanitarie dei territori. Cosicché, ieri pomeriggio è stata presentata la mozione al fine di “attivarsi per il superamento di quella riforma che si è rivelata decisamente fallimentare nel funzionamento dei servizi sanitari offerti ai cittadini e nell’efficienza della sanità territoriale. Una riforma, entrata in vigore nel 2015, non tenendo in considerazione le oltre 55mila firme depositate in Consiglio Regionale a seguito di una mobilitazione generale e politicamente trasversale di cittadini e comitati, per frenare una riorganizzazione sanitaria imposta dall’alto, nata per ottenere un risparmio di spesa senza considerare le conseguenze sui servizi ai cittadini”.  “L’organizzazione sanitaria in tre mega Asl” – si legge ancora nella mozione – “non ha funzionato per la difesa della salute dei cittadini, lo sviluppo e la valorizzazione delle professionalità che devono avere come punto di riferimento focale il mantenimento degli standard qualitativi delle strutture ospedaliere e sanitarie presenti nel territorio. È necessario, quindi, procedere con una svolta profonda che riporti la sanità ad una dimensione gestionale di livello provinciale”. Durante questa emergenza sanitaria ancora in atto, è stata messa in evidenza “la fragilità di un sistema sanitario che per anni è stato sottoposto a politiche sbagliate di ‘tagli lineari’ in tutti i settori ed investimenti insufficienti in termini di incremento di personale sanitario, miglioramento dell’accessibilità dei servizi e qualità delle prestazioni erogate. Oggi, in ogni territorio è possibile individuare criticità determinate da carenza di personale, da strutture inadeguate, da insufficienti dotazioni tecnologiche che aumentano soprattutto nelle aree periferiche o di confine della nostra provincia. Le scelte del ‘gigantismo’, istituzionale ed aziendale, effettuate dal Governo regionale sulla sanità hanno prodotto, indipendentemente dalla capacità dei dirigenti e dalla professionalità di tutto il personale medico e sanitario, un servizio pubblico di ‘prossimità’ in cui le strutture di eccellenza, spesso, sono lontane decine, se non centinaia di chilometri, dai luoghi di residenza dei cittadini costretti a sostenere sulle proprie spalle non solo il peso della malattia ma anche il disagio di spostamenti e delle difficoltà organizzative. Questa distanza ha generato negli anni, un’attenzione inadeguata, burocratismo, difficoltà di dialogo e di confronto tra operatori e cittadini, determinati dalla costituzione di una ‘Aslona’ con un territorio che si estende da Sestino fino al Mar Tirreno, dove nella gestione delle risorse da amministrare, è altrettanto palese come la nostra provincia, con circa 340.000 abitanti, abbia ricevuto investimenti pro- capite insufficienti rispetto ad altre zone, anche in termini di strutture e servizi”. In conclusione la mozione impegna il sindaco e la giunta “a richiedere alla Giunta regionale di impegnarsi nell’abrogazione della legge n.84/2015 a favore di una sanità che torni ad essere a misura di cittadino in considerazione delle risorse e dei fondi a disposizione con il nuovo PNRR per garantire un’effettiva ripartenza della nostra sanità regionale”.

Ultimo aggiornamento

Martedi 20 Settembre 2022