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Impianti fotovoltaici: al centro del dibattito in consiglio comunale.

Castiglion Fiorentino ha introdotto nei propri strumenti di pianificazione, adeguate misure di controllo e disposizioni che limitano il proliferare indistinto degli impianti.

Categorie:
Ambiente
Comune

Data :

19 febbraio 2026

 Impianti fotovoltaici: al centro del dibattito in consiglio comunale.
Municipium

Descrizione

Il Comune di Castiglion Fiorentino ha già introdotto nei propri strumenti di pianificazione, adeguate misure di controllo e disposizioni che limitano il proliferare indistinto degli impianti in oggetto.  È bene, poi, ricordare che sono entrate in vigore recentemente nuove disposizioni nazionali che limitano comunque il ricorso a tali strutture nel territorio rurale.

 

Quindi, partire dai 3 decreti legge per dipanare il problema, arginare eventuali sconfinamenti ma soprattutto per salvaguardare il territorio cercando di coniugare ambiente e progresso.

 

Il DL n.199/2021 poi integrato dal DL n.175/2025 poi convertito in Legge 4/2026 che definisce le aree idonee all’installazione di impianti fotovoltaici e chiarisce che i comuni non possono introdurre divieti generalizzati in contrasto con la disciplina statale sulle fonti rinnovabili, il  D.L. n. 190/2024 che stabilisce che i progetti includano un programma di compensazioni territoriali non inferiore all’1 % e non superiore al 3 % e il D.L. n. 175/2025 stabilisce che le aree agricole qualificabili come idonee non possono essere inferiori allo 0.8 % né superiori al 3% della superficie agricola utilizzata (SAU), assicurando così un equilibrio tra sviluppo energetico e salvaguardia della destinazione agricola. 

 

Partendo, quindi, da questi strumenti che arrivano da organi superiori cosa può fare un ente pubblico e soprattutto qual è il suo compito?

 

“Il compito di un comune” – spiega l’assessore all’Ambiente e alle Energie Rinnovabili, Francesca Sebastiani – “non è quello d’introdurre divieti simbolici, ma quello di governare con equilibrio il processo di transizione energetica, tutelando il territorio senza bloccare eventuali opportunità per le imprese e per la comunità”.

 

Il nostro PO già esclude la possibilità di installazione nelle aree di pertinenza paesaggistica di centri storici, ville ed edifici specialistici, nei contesti fluviali e nelle aree adiacenti alle strade di interesse paesaggistico di valore eccezionale individuate dal PTCP. Le stesse limitazioni sono state introdotte ora anche nel PSI con la variante n. 1. “Riteniamo, quindi, che le tutele da noi introdotte possano già costituire un quadro di riferimento che garantisce allo stesso tempo la tutela del paesaggio e delle produzioni agricole e dall'altro di ottemperare agli obiettivi dati per il ricorso alle energie rinnovabili".

 

Quindi, se da una parte non è previsto un limite di potenza per singolo impianto, poiché la normativa persegue obiettivi energetici complessivi regionali e nazionali, dall’altra, come nel caso dell’agrivoltaico, è obbligatorio che il comune verifichi nei primi 5 anni di esercizio dell’impianto il mantenimento di una  produzione lorda vendibile agricola  almeno pari all’80% della produzione lorda vendibile di riferimento, pena la decadenza del titolo autorizzativo e conseguente dismissione dell’impianto. Inoltre, oltre 1 MWp l’impianto perde la qualificazione agricola sotto il profilo fiscale.

 

“Già questi elementi sopra citati costituiscono già un limite sostanziale alla realizzazione di impianti di grandi dimensioni non coerenti con l’attività primaria” – continua l’assessore Sebastiani – “noi ci possiamo muovere entro i termini legislativi che vengono dati Governo Centrale e dalla Regione. Vigileremo con lo stesso scrupolo di sempre come abbiamo fatto negli anni passati quando si ipotizzava la realizzazione della Centrale a biomasse tendendo ben presente il benessere ambientale”.

 

La crisi energetica e la conseguente “corsa” a comprare o prendere in affitto terreni dove installare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili si sta registrando anche nella nostra prosperosa Valdichiana e quindi anche a Castiglion Fiorentino ma “riteniamo che il comune debba esercitare il proprio ruolo nelle sedi corrette, Conferenze dei Servizi e Pianificazione Regionale, scegliamo una posizione responsabile coerente con il quadro normativo e con gli obiettivi energetici nazionali. La nostra posizione non è di chiusura ma di responsabilità istituzionale: sviluppo sì ma nel rispetto del territorio, delle comunità locali e della vocazione agricola che rappresentano elementi identitari ed economici fondamentali” conclude l’assessore all’Ambiente e alle Energie Rinnovabili, Francesca Sebastiani.

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2026, 11:18

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