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Bollettino fitopatologico olivo del 14 settembre 2026

Fase fenologica: inizio invaiatura – inizio maturazione, secondo zone e varietà

Data :

14 settembre 2026

Categorie:
Ambiente
Argomenti:
Agricoltura
Bollettino fitopatologico olivo del 14 settembre 2026
Municipium

Descrizione

OLIVE ANCORA VERDI MA MATURE, IL CURIOSO EFFETTO DEL CALDO 2026

L’invaiatura è in atto, ma il viraggio di colore procede con lentezza: le drupe mostrano ancora un verde pieno e compatto, con solo qualche sfumatura giallastro-rosata nelle cultivar più precoci. Le olive, a parità di date, risultano più verdi rispetto alle precedenti annate; eppure la materia grassa presente è mediamente simile agli anni scorsi. È un dato che colpisce: a prima vista un’oliva che appare più indietro nel colore, ma che internamente mostra una maturazione fisiologica già ben avviata. Questo comportamento, apparentemente anomalo, è in realtà una risposta fisiologica del tutto coerente con il clima del 2026. L’accumulo oleoso procede regolarmente; ciò che non avanza con la stessa velocità è la degradazione della clorofilla, che richiede condizioni termiche più miti, notti fresche e un’umidità moderata. Resta da capire se questo ritardo nel riassorbimento della clorofilla potrà incidere sulla qualità degli oli.

Articolo tratto da “l’Olivo News”

PRINCIPI ATTIVI E PRODOTTI UTILIZZABILI CONTRO LA MOSCA DELLE OLIVE

A titolo informativo si riportano i possibili principi attivi e prodotti utilizzabili contro questo fitofago e le loro caratteristiche.

Impiegare esclusivamente formulati registrati per la coltura dell’olivo.

Principio attivo Tempo di carenza
Acetamiprid (*) 21 o 7 giorni, secondo le formulazioni commerciali
Deltametrina 7 giorni
Cipermetrina 3 giorni
Flupyradifurone 14 giorni
Cyantraniliprole – Cyazypyr® (**) 7 giorni
Lambda-cialotrina (*) 14 giorni

(*) Per acetamiprid e lambda-cialotrina è necessario utilizzare esclusivamente prodotti e formulati commerciali registrati per l’olivo e, nello specifico, contro la mosca.

(**) Il cyantraniliprole, nome commerciale Exirel® Bait, può essere utilizzato alla dose di 75 ml/ha in combinazione con un’esca attrattiva a base di proteine idrolizzate Visarel® o Flyral®, alla dose di 1,25 l/ha. Sono consentiti al massimo tre interventi all’anno, rispettando un intervallo di sette giorni tra i trattamenti.

Prodotti utilizzabili anche in agricoltura biologica
Prodotto o principio attivo Tempo di carenza
Spinosad, esclusivamente nei formulati Spintor Fly, Syneis Fly o Tracer Fly 7 giorni
Piretro, esclusivamente nei formulati registrati contro la mosca dell’olivo 1 giorno
Azadiractina A 3 giorni
Olio minerale 0 giorni
Beauveria bassiana, ceppo ATCC 74040 0 giorni
Caolino, polveri di roccia, zeoliti e bentoniti 0 giorni
Trappole Attract&Kill 0 giorni
Decis Trap Olivo 0 giorni
Peptide sistemina 0 giorni
Bacillus thuringiensis var. israelensis¹ 3 giorni

Con acetamiprid, deltametrina, cipermetrina, flupyradifurone, cyantraniliprole e lambda-cialotrina, la persistenza, ovvero il periodo durante il quale il prodotto rimane efficace contro la mosca sulla vegetazione, è da considerarsi di circa 10-14 giorni, salvo piogge dilavanti superiori ai 30 millimetri.

I prodotti da agricoltura biologica devono essere utilizzati con opportune metodologie. La loro persistenza è bassa e quindi, generalmente, occorrerà prevedere più di un trattamento.

Lo spinosad, ovvero Spintor Fly, Syneis Fly o Tracer Fly, per il proprio meccanismo d’azione e per la metodologia di utilizzo, è opportuno impiegarlo in anticipo rispetto ai normali insetticidi, poiché svolge un’azione preventiva. Non deve essere mescolato al rame.

Il piretro, essendo un prodotto non selettivo, è poco consigliabile.

Per l’azadiractina devono essere utilizzati esclusivamente prodotti registrati per l’olivo.

Anche l’olio minerale, come il piretro, è un prodotto non selettivo e risulta quindi meno consigliabile.

¹ Varietà specifica per i ditteri.

Beauveria bassiana

La Beauveria bassiana è un fungo entomopatogeno che agisce per contatto contro diversi fitofagi. Nel caso della mosca sembra tuttavia avere soprattutto un’azione repellente.

Le spore del fungo, una volta distribuite sulla superficie del frutto, svolgono un’azione repellente all’ovideposizione e quindi preventiva.

Su questo prodotto esistono attualmente poche ricerche con prove di campo, ma sono in corso sperimentazioni dedicate.

Caolino, polveri di roccia, zeoliti e bentoniti

Il caolino, così come le polveri di roccia, le zeoliti e le bentoniti, può essere impiegato per ricoprire gli olivi e renderli meno attrattivi per le femmine di Bactrocera oleae.

Questi prodotti non hanno un’azione insetticida, ma esclusivamente repellente nei confronti della mosca, analogamente al rame. Devono quindi essere utilizzati preventivamente, prima delle possibili infestazioni.

Trappole Attract&Kill e Decis Trap Olivo

Le trappole Attract&Kill, analogamente alle Decis Trap Olivo, attirano la mosca dell’olivo grazie ad attrattivi cromotropici, alimentari o sessuali, come i feromoni.

Gli esemplari vengono poi eliminati dagli insetticidi di cui la trappola è imbevuta oppure attraverso l’azione di colle e liquidi.

Queste trappole presentano tuttavia un costo elevato, anche in considerazione del numero di postazioni necessarie per ettaro: indicativamente una trappola per pianta oppure una ogni due o tre piante, in base alla grandezza degli alberi e al sesto d’impianto.

Devono inoltre essere installate per tempo, all’inizio della stagione.

Per le Decis Trap Olivo, la cattura massale prevede 75 trappole per ettaro.

Prodotti rameici

L’impiego di prodotti rameici, con un tempo di carenza di 14 o 21 giorni secondo la formulazione commerciale, come la poltiglia bordolese, scoraggia la femmina dall’ovideporre, poiché ricopre le drupe.

Il rame, oltre ad avere, come altri prodotti quali caolino, Beauveria bassiana, polveri di roccia, bentoniti e zeoliti, un’azione repellente contro la mosca come agente anti-deposizione, è efficace nel contrastare i batteri presenti sulle foglie dell’olivo, fondamentali nello sviluppo della Bactrocera oleae.

Gli studi dimostrano che i batteri simbionti hanno un impatto significativo sulla mosca dell’olivo, influenzandola sia a livello nutrizionale sia comportamentale. Riducendoli si influenza quindi negativamente il benessere della mosca.

Gli studi sull’argomento hanno evidenziato anche la validità del trattamento rameico nell’inibire, o quantomeno rallentare, la maturazione delle uova e l’ovideposizione, oltre a produrre una certa mortalità negli stadi larvali più giovani della mosca.

Rame e caolino mescolati insieme risultano parzialmente attivi anche contro i colpi di sole.

I prodotti rameici devono tuttavia essere utilizzati tenendo conto dei limiti annuali di rame impiegabili in campo, generalmente pari a 4 chilogrammi di rame metallo per ettaro, per anno e per coltura

Peptide sistemina

I peptidi sono sostanze composte da amminoacidi.

Il peptide sistemina, nello specifico, riduce le ovideposizioni e il numero di frutti infestati grazie all’emissione di particolari composti volatili, che possono agire come difesa e/o come molecole di segnalazione.

I peptidi vegetali possono rappresentare uno strumento più ecologico per gestire la mosca dell’olivo, grazie alla loro capacità di attivare e/o innescare risposte di difesa delle piante contro i parassiti, riducendo significativamente le ovideposizioni.

Questi prodotti non sono tuttavia risolutivi contro la mosca, ma si limitano a ridurre le possibili ovideposizioni.

Sono sconsigliabili altri prodotti, soprattutto se venduti senza patentino per uso hobbistico, anzitutto per il costo elevato a parità di principio attivo acquistato, poi perché sulla loro efficacia e funzionalità permangono dubbi, oltre a presentare, talvolta, residui riscontrabili anche dopo lungo tempo.

² Il Regolamento UE 1981/2018 ha limitato la quantità di rame utilizzabile sulle colture a una dose di 28 kg/ha di rame metallo nell’arco di sette anni, con conseguente aggiornamento del Regolamento UE 540/2011.

Il limite massimo dei 28 kg/ha è quindi ripartibile sulle sette annate e corrisponde, come media, a 4 kg per anno, per ettaro e per coltura. In una singola annata è possibile utilizzarne una quantità maggiore, purché il totale dei sette anni rimanga entro i 28 kg/ha.

Il Regolamento ha terminato il settennato nell’annata 2025 e, per quanto riguarda il rame, è stato prorogato al 30 giugno 2029 dal Regolamento di esecuzione UE 2025/1489, che ne ha modificato la scadenza ma non la sostanza.

Le applicazioni di prodotti rameici effettuate nella stagione 2026 chiuderanno quindi il settennato iniziato nel 2020. Per il conteggio dei 28 chilogrammi di rame metallo per ettaro, nell’anno in corso si dovrà tenere conto dei quantitativi cumulati nel periodo 2020-2025.

Analogamente, il 2027 chiuderà il settennato iniziato nel 2021, e così via fino alla data del rinnovo.

Il calcolo del quantitativo di rame applicabile nel 2026 e negli anni successivi dovrà quindi essere effettuato secondo la logica del “settennato mobile”, andando ogni anno a ritroso e considerando i quantitativi applicati negli ultimi sette anni.

MOSCA DELLE OLIVE – Bactrocera oleae
Monitoraggi
Località 10 agosto 17 agosto 24 agosto 31 agosto 7 settembre 14 settembre
Taragnano – Santa Cristina 0 – 0 0 – 0 1 – 1 2 – 0 0 – 0 3 – 0
Noceta 0 – 1 0 – 0 2 – 1 0 – 0 1 – 1 3 – 1
Montecchio – Le Comunanze 0 – 1 0 – 1 1 – 1 1 – 0 0 – 1 1 – 1
La Nave – Castroncello – Brolio 0 – 0 0 – 0 1 – 0 0 – 0 0 – 0 1 – 1
Cozzano Alto 0 – 0 0 – 0 0 – 0 0 – 0 0 – 1 1 – 1
Mammì 1 – 0 0 – 0 0 – 2 3 – 2 1 – 0 5 – 6
Santa Margherita 0 – 1 1 – 2 2 – 1 1 – 0 1 – 1 5 – 2
Pieve di Chio 1 – 0 0 – 0 0 – 2 1 – 1 0 – 1 3 – 2
Col di Bidone 1 – 0 0 – 1 3 – 1 1 – 0 0 – 2 3 – 1
Bacerne Alte 2 – 2 1 – 0 2 – 2 2 – 1 0 – 0 1 – 0

Questa settimana l’andamento dei voli permane basso e sotto soglia, anche se cominciano a registrarsi aumenti numerici nelle catture, sicuramente legati, oltre che al periodo, anche al mutamento delle condizioni climatiche.

Il dato relativo al 14 settembre è quello dell’ultimo controllo.

Al momento non sono necessari interventi insetticidi.

Rimane comunque valido il consiglio di effettuare un intervento con caolino, polveri di roccia o bentonite, che costituiscono repellenti naturali nei confronti di questo fitofago e possono aiutare nel prosieguo della difesa fitosanitaria.

Anche il rame esercita un effetto repellente nei confronti della mosca e, pertanto, l’eventuale intervento contro l’occhio di pavone o cicloconio potrà risultare utile anche in tal senso.

Il tecnico rimane a disposizione qualora lo si voglia contattare per un parere o per ricevere assistenza.

TIGNOLA DELL’OLIVO³ – Prays oleae

Non sono segnalati attacchi di questo insetto.

³ La tignola dell’olivo compie tre generazioni all’anno: la prima, in primavera, attacca i fiori ed è detta “antofaga”; la seconda attacca le olive ed è chiamata “carpofaga”; la terza attacca le foglie ed è detta “fillofaga”.

Solo la seconda generazione, che attacca le olive, deve essere particolarmente attenzionata. È comunque utile monitorare le altre due generazioni per stabilire l’effettivo potenziale nel prosieguo della stagione in corso, nel caso della prima generazione, oppure nella stagione successiva, nel caso della terza.

COCCINIGLIA MEZZO GRANO DI PEPE – Saissetia olea

Nei nostri areali, sia per le condizioni climatiche avverse sia per la presenza di numerosi antagonisti naturali, questo fitofago non genera generalmente danni rilevanti.

È comunque buona norma mantenerlo sotto controllo visivo e contattare il tecnico qualora lo si ritenga necessario.

CICLOCONIO O OCCHIO DI PAVONE – Spilocaea oleaginea

Chi non lo avesse ancora fatto è opportuno che effettui un trattamento a base di rame.

Si ricorda che anche il rame esercita un’azione repellente nei confronti della mosca.

MARGARONIA O PIRALIDE DELL’OLIVO – Palpita unionalis

Questo insetto, come la tignola dell’olivo, è un lepidottero, ovvero una farfalla.

Non è sempre presente in maniera consistente né uniformemente distribuito. Può causare danni alla vegetazione, in particolare ai giovani germogli, e, più raramente, anche alle drupe.

Compie da quattro a cinque generazioni all’anno, in base alle stagioni e agli areali.

Potature e concimazioni equilibrate, limitando la vigoria dei nuovi germogli, contribuiscono a evitare infestazioni rilevanti.

Particolare attenzione deve essere posta alla pulizia periodica dei polloni, che rappresentano alcuni dei fusti preferiti dalla piralide.

ROGNA DELL’OLIVO – Pseudomonas savastanoi

La malattia è presente in molti areali olivicoli. Si può quindi affermare che il potenziale infettivo sia importante in tutti gli ambienti.

I trattamenti a base di rame possiedono un effetto batteriostatico. Pertanto, in concomitanza con eventi grandinigeni, è indispensabile effettuare un intervento entro 36-48 ore dalla grandinata.

I trattamenti eseguiti più tardivamente non producono alcun effetto.

Le altre strategie di contenimento della malattia saranno affrontate nei bollettini autunnali.


CONTATTI

Per ogni altra informazione contattare il Comune di Castiglion Fiorentino

Tel. 0575 65641

Ufficio Ambiente e Sviluppo: 0575 656415

Tecnico Coldiretti – Luigi Montesi: 347 5560170

Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2026, 19:14

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