Salta al contenuto principale
Regione Toscana
Accedi all'area personale

Bollettino fitopatologico olivo 12 ottobre 2026

Fase fenologica: pre-raccolta – raccolta. Avendo ormai alcune aziende già iniziato la raccolta, o essendo in procinto di farlo, con questa settimana terminano i controlli sulle trappole e questo sarà l’ultimo bollettino della campagna 2026.

Data :

13 ottobre 2026

Categorie:
Ambiente
Argomenti:
Agricoltura
Bollettino fitopatologico olivo 12 ottobre 2026
Municipium

Descrizione

RISPETTARE SCRUPOLOSAMENTE I TEMPI DI CARENZA DEI PRODOTTI FITOSANITARI UTILIZZATI PER I TRATTAMENTI

Avvicinandoci alla raccolta delle olive, si riportano alcune considerazioni generali sull’argomento.

RACCOLTA DELLE OLIVE

Si consiglia di procedere alla raccolta seguendo alcune indicazioni:

  • Stato di maturazione: anche se esistono diverse scuole di pensiero, in genere è consigliabile iniziare la raccolta quando le olive sono per la maggior parte invaiate. Olive troppo verdi determinano infatti rese inferiori. La raccolta può essere anticipata laddove si renda necessario a causa di una presenza più consistente della mosca.
  • Metodi di raccolta: se si utilizzano agevolatori meccanici, come gli abbacchiatori, al termine della raccolta sarà indispensabile effettuare un trattamento a base di rame.
  • Conservazione delle olive prima della frangitura: è assolutamente sconsigliato l’ammasso. Le olive devono essere conservate in cassette areate e in locali asciutti, così da evitare fenomeni fermentativi che possono determinare un netto peggioramento della qualità dell’olio.
  • Frangitura: deve avvenire nel più breve tempo possibile.

Dopo la raccolta è inoltre consigliabile intervenire sulle piante con prodotti rameici, soprattutto nel caso in cui siano stati utilizzati macchinari meccanici, così da contrastare la possibile diffusione della rogna dell’olivo.

Poiché è opportuno che l’intervento venga effettuato possibilmente entro le 48 ore successive alla raccolta, si può valutare di procedere con trattamenti a più riprese, seguendo progressivamente l’avanzamento della raccolta.

LA LAVORAZIONE DEL TERRENO IN POST-RACCOLTA E L’ANTICIPO DELLA RACCOLTA NELLA DIFESA CONTRO LA MOSCA

La mosca dell’olivo sverna come pupa nel terreno e inizia a deporre le uova sulle giovani olive a partire dai mesi di giugno e luglio. Per questo, tra le pratiche colturali possibili nella difesa preventiva contro la mosca, viene indicata anche la lavorazione del terreno dopo la raccolta.

La difesa integrata raccomanda infatti un approccio basato soprattutto su misure preventive nella lotta contro i patogeni.

In particolare, nelle annate caratterizzate da attacchi più consistenti di Bractocera oleae, la lavorazione del terreno in post-raccolta consente di smuovere le eventuali pupe che altrimenti rimarrebbero sepolte durante l’inverno, esponendole così alle basse temperature.

Anche una raccolta più precoce del frutto, interrompendo il ciclo della generazione autunnale, può potenzialmente contribuire a ridurre la popolazione dell’anno successivo.

PRINCIPI ATTIVI E PRODOTTI UTILIZZABILI CONTRO LA MOSCA DELLE OLIVE

A titolo informativo si riportano i possibili principi attivi e/o prodotti utilizzabili contro questo fitofago e le loro caratteristiche.

Impiegare esclusivamente formulati registrati per la coltura dell’olivo.

Principio attivo

Tempo di carenza

Acetamiprid (*)

21 o 7 giorni, secondo le formulazioni commerciali

Deltametrina

7 giorni

Cipermetrina

3 giorni

Flupyradifurone

14 giorni

Cyantraniliprole – Cyazypyr® (**)

7 giorni

Lambda-cialotrina (*)

14 giorni

(*) Per acetamiprid e lambda-cialotrina è necessario utilizzare esclusivamente prodotti e formulati commerciali registrati per l’olivo e, nello specifico, contro la mosca.

(**) Il cyantraniliprole, nome commerciale Exirel® Bait, è riportato nel bollettino alla dose di 75 ml/ha, in combinazione con un’esca attrattiva a base di proteine idrolizzate Visarel® o Flyral®, alla dose di 1,25 l/ha. Il documento indica un massimo di tre interventi all’anno, con un intervallo di sette giorni tra i trattamenti.

Prodotti utilizzabili anche in agricoltura biologica

Prodotto o principio attivo

Tempo di carenza

Spinosad, esclusivamente nei formulati Spintor Fly, Syneis Fly o Tracer Fly

7 giorni

Piretro, esclusivamente nei formulati registrati contro la mosca dell’olivo

1 giorno

Azadiractina A

3 giorni

Olio minerale

0 giorni

Beauveria bassiana, ceppo ATCC 74040

0 giorni

Caolino, polveri di roccia, zeoliti e bentoniti

0 giorni

Trappole Attract&Kill

0 giorni

Decis Trap Olivo

0 giorni

Peptide sistemina

0 giorni

Bacillus thuringiensis var. Israelensis¹

3 giorni

Con acetamiprid, deltametrina, cipermetrina, flupyradifurone, cyantraniliprole e lambda-cialotrina, la persistenza indicata nel bollettino è di circa 10-14 giorni, salvo piogge dilavanti superiori ai 30 millimetri.

I prodotti da agricoltura biologica devono essere utilizzati con opportune metodologie. La loro persistenza è bassa e può quindi essere necessario prevedere più di un trattamento.

Lo spinosad, nei formulati Spintor Fly, Syneis Fly o Tracer Fly, per il proprio meccanismo d’azione e la metodologia di utilizzo, viene indicato come prodotto ad azione preventiva, da utilizzare in anticipo rispetto ai normali insetticidi. Non deve essere mescolato al rame.

Il piretro, essendo un prodotto non selettivo, è poco consigliabile.

Per l’azadiractina devono essere utilizzati esclusivamente prodotti registrati per l’olivo.

Anche l’olio minerale, come il piretro, è un prodotto non selettivo e risulta quindi meno consigliabile.

¹ Varietà specifica per i ditteri.

Beauveria bassiana

La Beauveria bassiana è un fungo entomopatogeno che agisce per contatto contro diversi fitofagi. Nel caso della mosca sembra avere soprattutto un’azione repellente.

Le spore del fungo, una volta distribuite sulla superficie del frutto, svolgono un’azione repellente all’ovideposizione e quindi preventiva.

Su questo prodotto esistono attualmente poche ricerche con prove di campo, mentre risultano in corso sperimentazioni dedicate.

Caolino, polveri di roccia, zeoliti e bentoniti

Il caolino, così come le polveri di roccia, le zeoliti e le bentoniti, può essere impiegato per ricoprire gli olivi e renderli meno attrattivi per le femmine di Bractocera oleae.

Questi prodotti non hanno un’azione insetticida, ma esclusivamente repellente nei confronti della mosca, analogamente al rame. Devono quindi essere utilizzati preventivamente, prima delle possibili infestazioni.

Trappole Attract&Kill e Decis Trap Olivo

Le trappole Attract&Kill, analogamente alle Decis Trap Olivo, attirano la mosca dell’olivo grazie ad attrattivi cromotropici, alimentari o sessuali.

Gli esemplari vengono poi eliminati attraverso gli insetticidi di cui la trappola è imbevuta oppure mediante colle o liquidi.

Queste trappole devono essere installate per tempo, all’inizio della stagione. Per le Decis Trap Olivo, il bollettino indica una cattura massale con 75 trappole per ettaro.

Prodotti rameici

L’impiego di prodotti rameici, con un tempo di carenza di 14 o 21 giorni secondo la formulazione commerciale, come la poltiglia bordolese, scoraggia la femmina dall’ovideporre, poiché ricopre le drupe.

Il rame esercita inoltre un’azione repellente nei confronti della mosca come agente anti-deposizione.

Nel bollettino vengono inoltre richiamati studi che evidenziano la possibilità del trattamento rameico di rallentare la maturazione delle uova e l’ovideposizione, oltre a determinare una certa mortalità negli stadi larvali più giovani.

Rame e caolino utilizzati insieme risultano parzialmente attivi anche contro i colpi di sole.

I prodotti rameici devono comunque essere utilizzati tenendo conto dei limiti previsti: 28 kg/ha di rame metallo nell’arco di sette anni, con una media indicativa di 4 kg per anno, per ettaro e per coltura. Per il 2026 il documento richiama la logica del “settennato mobile”, tenendo conto dei quantitativi applicati negli ultimi sette anni.

Peptide sistemina

I peptidi sono sostanze composte da amminoacidi.

Il peptide sistemina riduce le ovideposizioni e il numero di frutti infestati grazie all’emissione di composti volatili specifici, che possono agire come difesa e/o come molecole di segnalazione.

I peptidi vegetali possono contribuire ad attivare risposte di difesa delle piante contro i parassiti. Non rappresentano tuttavia una soluzione risolutiva contro la mosca, ma possono ridurne le possibili ovideposizioni.

MOSCA DELLE OLIVE – Bractocera oleae

Monitoraggi

Località

7 settembre

14 settembre

21 settembre

28 settembre

5 ottobre

12 ottobre

Taragnano – Santa Cristina

0 – 0

3 – 0

1 – 2

2 – 4

7 – 3

11 – 5

Noceta

1 – 1

3 – 1

0 – 2

1 – 2

4 – 2

9 – 10

Montecchio – Le Comunanze

0 – 1

1 – 1

1 – 1

1 – 5

3 – 7

7 – 9

La Nave – Castroncello – Brolio

0 – 0

1 – 1

0 – 0

0 – 0

1 – 1

3 – 4

Cozzano Alto

0 – 1

1 – 1

1 – 2

2 – 2

4 – 5

7 – 4

Mammì

1 – 0

5 – 6

6 – 5

8 – 9

21 – 23

9 – 20

Santa Margherita

1 – 1

5 – 2

5 – 3

6 – 8

18 – 21

9 – 20

Pieve di Chio

0 – 1

3 – 2

3 – 2

4 – 2

12 – 3

13 – 9

Col di Bidone

0 – 2

3 – 1

1 – 3

1 – 2

3 – 5

2 – 5

Bacerne Alte

0 – 0

1 – 0

1 – 2

1 – 4

4 – 10

4 – 15

Le catture dell’ultima settimana risultano stazionarie o in aumento rispetto alla precedente, a conferma della fase delicata in cui si trovano gli oliveti.

Il bollettino ricorda che la soglia di intervento, superiore a 4-5 catture, viene valutata sulla base delle catture di una settimana o di due settimane successive.

Siamo quindi in una fase critica, anche in considerazione della particolare recettività delle olive agli attacchi della mosca nel periodo di pre-raccolta e raccolta.

Nelle zone in cui le catture risultano in progressivo aumento e persistentemente più elevate può essere previsto un intervento insetticida, a meno che non si proceda alla raccolta a breve.

Il bollettino ricorda inoltre che un eventuale intervento con prodotti tradizionali presenta, in condizioni normali, una persistenza variabile in funzione del prodotto utilizzato, mentre la persistenza risulta inferiore nel caso dei prodotti biologici.

In particolare, chi abbia programmato di raccogliere le olive più avanti nel tempo dovrà prestare la massima attenzione a possibili nuovi attacchi della mosca, soprattutto qualora condizioni miti e umide dovessero protrarsi nelle prossime settimane.

È quindi consigliato contattare il tecnico per ogni necessità.

Con questo controllo termina il monitoraggio stagionale delle trappole. Il tecnico rimarrà comunque a disposizione anche nel prosieguo della campagna per pareri e assistenza.

 

TIGNOLA DELL’OLIVO³ – Prays oleae

Non sono segnalati attacchi di questo insetto.

³ La tignola dell’olivo compie tre generazioni all’anno: la prima, in primavera, attacca i fiori ed è detta “antofaga”; la seconda attacca le olive ed è chiamata “carpofaga”; la terza attacca le foglie ed è detta “fillofaga”.

Solo la seconda generazione, che attacca le olive, è da attenzionare. È comunque utile monitorare le altre due generazioni per stabilire l’effettivo potenziale nel prosieguo della stagione in corso o in quella successiva.

COCCINIGLIA MEZZO GRANO DI PEPE – Saissetia olea

Nei nostri areali, sia per le condizioni climatiche avverse sia per la presenza di numerosi antagonisti naturali, questo fitofago non genera generalmente danni rilevanti.

È comunque buona norma mantenerlo sotto controllo visivo e contattare il tecnico qualora lo si ritenga necessario.

CICLOCONIO O OCCHIO DI PAVONE – Spilocaea oleaginea

Si ricorda che anche il rame, utilizzato nella lotta contro questo patogeno, esercita un’azione repellente nei confronti della mosca.

MARGARONIA O PIRALIDE DELL’OLIVO – Palpita unionalis

Questo insetto, come la tignola dell’olivo, è un lepidottero.

Non è sempre presente in maniera consistente né uniformemente distribuito. Può causare danni alla vegetazione, in particolare ai giovani germogli, e, più raramente, anche alle drupe.

Compie da quattro a cinque generazioni all’anno.

Potature e concimazioni equilibrate, limitando la vigoria dei nuovi germogli, contribuiscono a evitare infestazioni rilevanti. Particolare attenzione deve essere posta alla pulizia periodica dei polloni, che rappresentano alcuni dei fusti preferiti dalla piralide.

ROGNA DELL’OLIVO – Pseudomonas savastanoi

La malattia è presente in molti areali olivicoli e il potenziale infettivo può quindi essere importante.

I trattamenti a base di rame possiedono un effetto batteriostatico. Pertanto, in concomitanza con eventi grandinigeni, è indispensabile effettuare un intervento entro 36-48 ore dalla grandinata.

I trattamenti eseguiti più tardivamente non producono alcun effetto. Le altre strategie di contenimento della malattia sono da attuare nel periodo autunnale.


CONTATTI

Per ogni altra informazione contattare il Comune di Castiglion Fiorentino

Tel. 0575 65641

Ufficio Ambiente e Sviluppo: 0575 656415

Tecnico Coldiretti – Luigi Montesi: 347 5560170

 

Ultimo aggiornamento: 13 ottobre 2026, 10:01

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Valuta il Servizio

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?

1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?

1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?

2/2

Inserire massimo 200 caratteri
È necessario verificare che tu non sia un robot