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Descrizione
Ferma condanna per gli autori delle scritte apparse nei giorni scorsi nel cimitero di Tuoro sul Trasimeno, inneggianti a Mario Galesi e Nadia Desdemona Lioce, membri delle Nuove Brigate Rosse e coinvolti nell’omicidio del Sovrintendente Capo della Polizia di Stato Emanuele Petri, avvenuto 23 anni fa nei pressi della stazione ferroviaria di Castiglion Fiorentino.
Il 2 marzo 2003, infatti, a bordo del treno regionale 2304 Roma-Firenze e poco prima dell’arrivo alla stazione ferroviaria di Castiglion Fiorentino, il Sovrintendente Petri venne ucciso durante un controllo di routine che portò all’arresto di Nadia Desdemona Lioce e al decesso di Mario Galesi nel successivo conflitto a fuoco.
Quelle scritte ignobili, a 23 anni di distanza, riaprono una ferita ancora aperta, anche per Castiglion Fiorentino, città in cui peraltro alla Polizia di Stato è stata conferita la Cittadinanza Onoraria.
“Spero sia stata soltanto opera di pessimi buontemponi la scritta inneggiante ai brigatisti rossi apparsa nei giorni scorsi al cimitero di Tuoro sul Trasimeno. Anche se definire “buontemponi” chi oltraggia la memoria del Sovrintendente Capo della Polizia di Stato, barbaramente ucciso nel 2003, diventa sin troppo rispettoso. Se invece le scritte fossero davvero avvenute per mano di persone consapevoli, allora spero che la ricerca dia i suoi frutti e siano individuati e condannati adeguatamente i responsabili”, dichiara il Sindaco Mario Agnelli.
“Esprimo nuovamente e instancabilmente tutta la mia vicinanza alla cara Alma e a tutta la famiglia Petri a cui siamo particolarmente legati, anche a nome della comunità di Castiglion Fiorentino”, conclude Agnelli.
A oltre vent’anni da quella tragedia, Castiglion Fiorentino continua a custodire e promuovere il ricordo di Emanuele Petri. È anche in questa direzione che si inserisce il progetto, condiviso tra Comune e Polizia di Stato e che vedrà la sua realizzazione nel prossimo futuro, di una mostra permanente dedicata agli anni del terrorismo e alla figura del Sovrintendente Petri nei locali della stazione ferroviaria di Castiglion Fiorentino.
Il 2 marzo 2003, infatti, a bordo del treno regionale 2304 Roma-Firenze e poco prima dell’arrivo alla stazione ferroviaria di Castiglion Fiorentino, il Sovrintendente Petri venne ucciso durante un controllo di routine che portò all’arresto di Nadia Desdemona Lioce e al decesso di Mario Galesi nel successivo conflitto a fuoco.
Quelle scritte ignobili, a 23 anni di distanza, riaprono una ferita ancora aperta, anche per Castiglion Fiorentino, città in cui peraltro alla Polizia di Stato è stata conferita la Cittadinanza Onoraria.
“Spero sia stata soltanto opera di pessimi buontemponi la scritta inneggiante ai brigatisti rossi apparsa nei giorni scorsi al cimitero di Tuoro sul Trasimeno. Anche se definire “buontemponi” chi oltraggia la memoria del Sovrintendente Capo della Polizia di Stato, barbaramente ucciso nel 2003, diventa sin troppo rispettoso. Se invece le scritte fossero davvero avvenute per mano di persone consapevoli, allora spero che la ricerca dia i suoi frutti e siano individuati e condannati adeguatamente i responsabili”, dichiara il Sindaco Mario Agnelli.
“Esprimo nuovamente e instancabilmente tutta la mia vicinanza alla cara Alma e a tutta la famiglia Petri a cui siamo particolarmente legati, anche a nome della comunità di Castiglion Fiorentino”, conclude Agnelli.
A oltre vent’anni da quella tragedia, Castiglion Fiorentino continua a custodire e promuovere il ricordo di Emanuele Petri. È anche in questa direzione che si inserisce il progetto, condiviso tra Comune e Polizia di Stato e che vedrà la sua realizzazione nel prossimo futuro, di una mostra permanente dedicata agli anni del terrorismo e alla figura del Sovrintendente Petri nei locali della stazione ferroviaria di Castiglion Fiorentino.
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Ultimo aggiornamento: 6 giugno 2026, 08:19